Babywearing, la mia esperienza

Uno dei migliori acquisti che può fare una neomamma è senza dubbio un marsupio portabebè, o in alternativa, per le più pazienti, una fascia. Il mio esordio con il babywearing, l’arte del portare i figli, non è iniziato facilmente, ma ora non posso più fare a meno del mio meraviglioso emeibaby.

I primi mesi di vita di Adele, come vi ho raccontato, sono stati piuttosto impegnativi perché lei non dormiva se non in braccio o a fianco a me. Allo stesso modo voleva trascorrere ogni minuto da sveglia a contatto con la sua mamma, in caso contrario si prodigava in ululati che nemmeno un branco di lupi a digiuno da giorni… Quindi, un po’ per la disperazione, un po’ per la curiosità di provare un supporto, ho acquistato una fascia elastica 40 settimane (tramite il Baby mercatino delle mamme di Cesena). Ho tentato tre volte di avvolgere la ranocchietta, ma proprio non ne voleva sapere, così la fascia è stata accantonata e riposta in previsione di una nuova cicogna.
E intanto il tempo passava e lei continuava a richiedere tanto contatto. Così, dato che ci era stato regalato un marsupio Chicco, quando ha raggiunto una postura che le permettesse di sostenere la testa senza il nostro aiuto, una notte in cui proprio ci aveva stremato, abbiamo provato a proporle il supporto, ovviamente fronte mondo perché lei in braccio voleva stare solo così. Incredibilmente non ha fatto storie, e addirittura si è addormentata addosso al babbo. L’ abbiamo anche portata per la prima volta al mare in groppa al Chicco, e sembrava gradire. Tutto bene quel che finisce bene, direte voi. E invece no, perché per natura se non sono convinta al mille per cento di qualcosa non mi do pace finché non ne vengo a capo.

Così ho iniziato a leggere alcuni articoli sul babywearing e mi sono iscritta al gruppo Babywearing Romagna: portare i bimbi (fasce&Co.).  Ho quindi postato la foto di mia figlia sul Chicco e mi sono state mosse diverse obiezioni. Ho perciò deciso di partecipare ad un incontro con altre mamme marsupio, che ciclicamente viene organizzato, per ascoltare le loro esperienze e provare i loro supporti. Non è andato molto bene, probabilmente perché io mi aspettavo ci fosse una persona a relazionare e cui poi poter fare domande, invece era un semplice incontro tra mamme dove vigeva l’anarchia l’autonomia, ognuna doveva\poteva chiedere ad un’ altra di aiutarla. Ho aspettato troppo a farmi avanti, Adele si è stancata e quando mi sono fatta coraggio e ho provato una ring, lei si è messa ad urlare come una disperata.

Mi ero quasi rassegnata ad abbandonare capra e cavoli: ovviamente non avrei più usato il Chicco, e non avrei più tentato nemmeno di riproporle una fascia. Se non fosse, come ho detto, che sono una testa dura e finché proprio non la rompo, continuo a sbatterla per sfondare il muro. Ho pensato così di fare una consulenza a casa, chiamando una professionista, ma il marito si è categoricamente rifiutato, perché se io sono un San Tommaso, lui è anche peggio, se non vede un briciolo di utilità in qualcosa, si oppone senza se e senza ma. Allora, dato che le mie braccia iniziavano a dolere visto che Adele non mollava le richieste di essere portata, ho deciso di ripresentarmi ad un incontro fascioso, decisa questa volta a provare un marsupio ergonomico.

Purtroppo Adele prima ha dormito, poi una volta sveglia doveva mangiare, per cui non era nella predisposizione d’animo giusta per apprezzarlo. Io però sono riuscita a provarlo e ho verificato come il peso della bimba venisse scaricato perfettamente senza infastidirmi in alcun modo. Così lo step successivo era convincere il marito reticente che ne valesse la pena (non essendo un costo risicato non si poteva acquistare a cuor leggero). Alla fine ha ceduto, su mio pressing serrato. Poi avevo già deciso che lo avrei rivenduto in caso di insuccesso con Adele, perché fortunatamente sui supporti ergonomici c’è poca svalutazione. Così l’ho ordinato sul fido Amazon e in poco tempo è arrivato. E… magia!!!

Adele lo adora, ci si è trovata bene sin da subito. E io finalmente potevo fare qualcosa in casa con le mani libere, potevo portarla a lungo senza schiantarmi, avevo un metodo per calmarla quando fuori casa si stancava del passeggino, potevo addormentarla in breve tempo. E non avevo necessità di scaricare dall’auto il passeggino per i veloci sali scendi (comprare qualcosa al volo, prendere un caffè etc.). Io ho scelto l’emeibaby, che è un marsupio ibrido, un mix tra una fascia (nel pannello) e un marsupio (ha gli spallacci e le chiusure tipiche del baby carrier). Ce ne sono però di tantissimi tipi, se spulciate il gruppo ne troverete in quantità.

Non lo abbandonerò più e se mai avremo un altro figlio riproverò anche la fascia, magari con una consulenza. Questa volta il marito non potrà dire nulla, perché sa che il mio “te l’avevo detto” è sempre lì che lo aspetta… Infatti anche lui si è ricreduto ed è diventato fan del marsupio, anzi, spesso quando siamo fuori casa la porta lui al posto mio. La sensazione di averla cuore a cuore è impagabile, unica controindicazione è il pericolo di consumarsi le labbra a forza di riempirla di bacini… Consiglio a tutte le interessate di partecipare ad un incontro e di confrontarsi con le altre mamme per trovare il proprio supporto ideale, vedrete che non ve ne pentirete!

Babywearing_mammaaCesena

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