La festa di compleanno di Adele

Luca e io siamo in stato comatoso sul divano dalle otto e la ranocchietta è svenuta a letto alle sette e mezza. Questo per farvi capire quanto non ci siamo stancati ieri alla sua festa di compleanno… Decisamente impegnativa per tutti noi: babbo e mamma per l’organizzazione e nana per l’impatto con un’orda di parenti barra amici barra nonhoideadichisiano.

Impegnativa ma molto gratificante per noi e i nonni, e divertente per lei. Gli ooooooooooh di meraviglia ad ogni palloncino o festone mi hanno ripagato delle serate passate a tirar tardi per cucire, modellare, ritagliare, pinzare, incollare (materiali e mie mani), scrivere infinite liste, controllare, ricontrollare e ricontrollare di nuovo che tutto fosse pronto. I sorrisi agli invitati ci hanno rassicurato sul fatto che estendere a così tante persone l’invito fosse la scelta giusta per festeggiare degnamente questo enorme traguardo.

In realtà non ero nemmeno sicura di farla questa festa, perché abbiamo avuto da poco, da troppo poco, un lutto straziante in famiglia, di cui non sono pronta a scrivere pubblicamente (e forse mai lo sarò). Poi però ho pensato che lei non avrebbe mai permesso che rinunciassimo a festeggiare “il suo cudin”, e che era giusto per Adele farsi coraggio e lanciarsi nell’impresa.

E quindi ho dato il via ai preparativi. Non ho scelto un tema specifico, perché la ranocchietta ancora non ha preferenze così spiccate per un personaggio (la tv non se la fila proprio salvo la musica delle varie sigle), ma sono stata su colori standard da bimba, per cui via libera a rosa, viola e compagnia. Per decorare la sala ho realizzato il classico festone con scritto “tanti auguri Adele”, un banner con le foto dei dodici mesi (altro classico che impera su Pinterest), ho comprato un palloncino a forma di uno gonfiato ad elio, una dozzina di palloncini sempre gonfiati a elio più un’altra decina gonfiati ad aria. Nell’angolo bimbi abbiamo steso una coperta per i più piccoli, su cui abbiamo sparso dei barattoli di bolle di sapone che ho acquistato per far passare il tempo a hobbit annoiati.adelesparty5_mammaaCesena

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Per il buffet, tovaglia bianca e tovaglioli e piatti basic bianchi e rosa, con qualche bandierina decorata qua e là, tanto già il cibo era bello di suo, senza bisogno di tanti orpelli. Anche perché i nonni hanno preparato, oltre ad un milione di altre cosine, una porchetta gigantesca che hanno fatto cuocere per cinque ore sullo spiedo, solo quella era già ampiamente decorativa, in vero stile romagnolo.

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Per l’ outfit della nana ho cucito una coroncina in feltro con un uno, e per il resto le ho comprato un vestitino carino ma non troppo da bambola-meringa, non sono una grande amante dei tutù che tanto vanno di moda, e poi almeno un vestito normale lo posso utilizzare più volte (sempre poche dato quanto cresce in fretta il nostro piccolo gigante).

E poi il pezzo forte della parte decorativa (anche mangereccia ovviamente), la torta di compleanno. Inizialmente avevo pensato di farla io, poi quando mi è stato chiaro che avremmo probabilmente raggiunto il centinaio di invitati avevo dato forfait, mi sembrava un lavoro improbo e non credevo di farcela. Ho comunque fatto qualche esperimento domestico di pan di spagna, bagne etc. etc., complice anche il compleanno del nonno biso, e spronata fomentata da Luca, sono tornata all’idea originale e mi sono imbarcata nella realizzazione culinaria più difficile che mi sia capitata sinora, non tanto per il procedimento in sé, quanto per le dimensioni. Quindi due settimane fa ho dedicato un weekend al caketopper in pasta di zucchero. Giovedì ho infornato circa dodici teglie di biscotti, che mi sarebbero poi serviti per i bordi della torta (più quelli per il buffet), coppandoli con tagliapasta a forma di uno, di bimba, e di ammenicoli vari quali biberon, cavallucci, carrozzine & co. Venerdì ho preparato quattro teglie di pan spagna, montandole con le fruste elettriche perché ancora la planetaria non mi è arrivata, e un litro di bagna. Sabato mattina quasi sei chili di creme e due di panna montata, e poi al pomeriggio sono andata a farcire il tutto direttamente al bar, per non rischiare di distruggere l’operato nel trasporto. Oltre a quella principale ne ho fatta un’altra di supporto e ho finito alle cinque, giusto in tempo per fuggire a casa a cambiare me e la nana e tornare al locale per accogliere i primi invitati (santo nonno che in tutti gli ultimi giorni è stato a casa con me per intrattenere lei, non sarei riuscita a preparare niente altrimenti, tanto più che Adele si è ammalata lunedì, e tra febbre e influenza è stato complesso gestirla).

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Tutti si sono spesi per regalarle un giorno speciale, e anche se probabilmente, anzi sicuramente, non ricorderà niente, ci saranno le foto e i nostri racconti a farle tenere sempre a mente quanto è importante per noi, e quanto la amiamo.

Se può esservi utile, ecco una lista su dove acquistare in zona alcuni materiali, e per quello che non trovate c’è sempre il fido Amazon:

*So che è incredibile, ci vado sempre e non so come si chiama, e non riesco a trovare il nome su google, in street view lo vedete al civico 9. Anzi, se sapete come si chiama ditemelo.

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